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432 - 440 A.D., rebuilt several times. The original basilica was consecrated to the Blessed Virgin after the Council of Ephesus, which proclaimed her Mother of God. The basilica is rich in works of art, among them the frescos by Guido Reni (1575 – 1642) and the coffered ceiling by Giuliano Giamberti, called Giuliano da Sangallo (1443 – 1516). Architect: Founded by Pope Liberius. Magnificat Si tratta di un brano di nuova composizione, ad opera di Mons. Marco Frisina. Il testo è il "Magnificat", e cioè la preghiera che venne innalzata da Maria, quando si recò a far visita a sua cugina Elisabetta, incinta di Giovanni Battista. Si trova contenuta nel Vangelo di Luca (1,46-56) e costituisce tradizionalmente il cantico che viene eseguito durante i Vespri. Scrisse Martin Lutero in un suo forte commento all'inno: "Questo cantico della benedetta madre di Dio dovrebbe essere imparato e ritenuto da tutti". Ed è ciò che si è fatto nei secoli, soprattutto con la musica, a partire dalla purissima armonia del gregoriano, passando attraverso Orlando di Lasso (XVI sec.), che compose ben 101 "Magnificat" da quattro a sei voci, Claudio Monteverdi, Francesco Cavalli, Johann Pachelbel, Antonio Lotti, Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach e così via. Questo filo musicale è continuato fino ai nostri tempi in centinaia di altri esempi: si pensi solo ai "Magnificat" di Berio, Villa-Lobos, Penderecki, Florentz e Petrassi. Il testo si presenta come un tessuto di reminiscenze bibliche, in particolare del cantico di Anna, la madre del profeta Samuele, riferito nel cap. 2 del I libro di Samuele. Il "Magnificat" è già di sua natura un testo da cantare, composto per voce solista e coro. Si apre, infatti, con l'assolo di Maria che parla in prima persona: "anima mea ... spiritus meus ... salutari meo ... me dicent ... fecit mihi". Poi è idealmente convocato l'intero coro dei "poveri del Signore", cioè i giusti e i fedeli che elencano le azioni salvifiche di Dio in difesa degli ultimi e dei miseri. È, quindi, il canto della Chiesa delle origini che esalta le scelte di Dio, estrose e sorprendenti fino ad essere sconcertanti agli occhi degli uomini. È il canto di un amore libero, fatto di totale donazione, come dichiarerà Paul Claudel quando elaborerà il "Magnificat" in una delle sue "Cinque grandi odi" (1910) e come farà, per certi versi, lo stesso scrittore portoghese Fernando Pessoa nel "Magnificat" (1933) da lui attribuito a uno dei suoi eteronimi, Alvaro de Campos. Un canto di speranza e di fiducia, di attesa e di gioia. Project homepage | VRMAG Article |
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